La casa abitata dall’artista Luisa Albert e dalla sua famiglia affaccia su Piazza Cavour, con i suoi giardini che alternano colline e spianate ereditate dai precedenti Giardini dei Ripari, realizzati qui nel 1834 modellando il terreno sui resti dei bastioni difensivi distrutti dai Francesi in età napoleonica.
L’espansione di Torino verso sud-ovest tra gli anni Venti e Sessanta dell’Ottocento diede origine al quartiere risorgimentale di Borgo Nuovo, compreso tra via Po, via Accademia Albertina, via dei Mille e corso Cairoli. Il Giardino dei Ripari era un vero e proprio parco dove i torinesi amavano passeggiare tra i viali e le fontane ritrovandosi alla Rotonda, elegante caffè concerto a pianta circolare progettato dell’architetto Barnaba Panizza, dotato di una terrazza dove suonava l’orchestra.
Intorno ai giardini sorsero in quel periodo residenze signorili, tra le quali Palazzo Biscaretti di Ruffia e lo stabile realizzato come casa-studio per lo scultore Giuseppe Bogliani, autore delle donne alate che sorreggono i balconi dell’edificio al piano nobile. Compresa tra i due palazzi, all’angolo tra piazza Cavour e Via Rolando, sorge la villa di fine Ottocento diventata oggi un piccolo condominio che riunisce tre famiglie di amici.
Il portone di ingresso su Piazza Cavour immette nel cortile che prosegue intorno alla casa con un vialetto affiancato da ippocastani e conduce all’area verde compresa tra l’edificio e il muro di cinta. Affaccia sul giardino il lato della villa a forma di C con vetrate al centro, sovrastato da una terrazza. Il cuore dello spazio esterno è un’aiuola semicircolare, avvolta dall’ombra densa di due tassi e tappezzata di edera. Intorno, siepi di aucuba, rose, oleandri, nandine e due giovani fichi ai piedi degli alti fusti di un ginkgo, un tiglio e un bagolaro. Un tavolo rotondo ha preso il posto di una vecchia fontana che è stata rimossa dall’attuale proprietà; a rievocarla, sono rimasti alcuni piccoli arredi del giardino, putti e vasi decorati con festoni.


