La storia di Casa Luzi e del suo giardino è un affascinante racconto di fusione tra disegno architettonico e ambiente naturale. Gli architetti Elio Luzi e Sergio Jaretti, due figure eminenti che hanno contribuito a plasmare il panorama urbano di Torino nella seconda metà del Novecento, hanno realizzato le proprie residenze private all’inizio degli anni Sessanta nella conca di Sassi, lungo via Borgofranco.
Il terreno scosceso su cui sorge Casa Luzi è il luogo in cui si realizzò la visione da cui prese il via il progetto del complesso immobiliare: due proprietà separate, ma collegate al centro dallo studio di architettura condiviso. Tra la pendenza del terreno e il percorso della funicolare di Superga, Luzi e Jaretti hanno intravisto l’opportunità di creare uno spazio dove gli edifici si fondono con la natura.
Il processo creativo si è sviluppato con il disegno della casa dal basso verso l’alto, modellando il terreno in una serie di movimenti che abbracciano la villa di 400 metri quadrati in cui volumi diversi si incastrano gli uni negli altri.
Il risultato è una casa di cui il giardino è parte integrante, un’esperienza di gioco di ruoli tra l’interno e l’esterno nel quale, come a teatro, dal giardino si è spettatori della vita che nella villa si svolge, mentre dal suo interno si prova la sensazione che gli elementi della natura entrino attraverso le grandi vetrate, in un rapporto di scambio e inclusione reciproco.
La casa-giardino è una sinfonia di elementi naturali e architettonici dominata dal grande tiglio che ombreggia l’edificio e alleggerita dalla grazia della betulla. Un bosco di bambù giganti delinea il confine della proprietà, separandola dalla villa gemella di Jaretti, e la Parrotia persica in autunno illumina il giardino con il suo rosso acceso.
I terrazzi, collegati da una rete di quattordici scale esterne e interne, offrono un percorso attraverso dislivelli e prospettive che evocano l’architettura organica ispirata a Frank Lloyd Wright, in dialogo con l’ambiente circostante.

