Il castello di Sambuy si colloca nel comune di San Mauro Torinese vicino al confine con Castiglione, in prossimità del canale Cimena. Abbiamo traccia dell’esistenza di una fortezza in quest’area già dal 1300 appartenuta in origine all’abbazia di San Mauro, venduta poi al nobile Nicolino da Rivalta e successivamente per secoli contesa data la sua posizione strategica.
A partire dalla prima metà del Quattrocento il castello viene annoverato tra le proprietà della famiglia Balbo Bertone, i cui successori saranno insigniti del titolo di conti di Sambuy in seguito al passaggio di titolo da signoria a contea, voluta dal re di Sardegna nel 1772.
L’ultima modifica degli edifici risale al 1830, quando, sotto la commissione di Camillo Balbo Bertone di Sambuy, opera al castello l’architetto e artista bolognese Pelagio Palagi, molto attivo a Torino all’epoca per volere del re Carlo Alberto, il quale lo incarica del progetto di ampliamento del Castello Reale di Racconigi.
Elementi dell’operato di Palagi al castello di Sambuy si possono apprezzare soprattutto nella facciata della chiesetta, nella cancellata di ingresso con i suoi fregi vegetaliformi e nell’orangerie in stile neogotico, che richiama in piccolo quella del castello di Racconigi.
Per quanto riguarda il parco invece dobbiamo la sua configurazione ai progetti di Ernesto Balbo Bertone, soprintendente poi assessore ai lavori pubblici di Torino e in seguito sindaco e nel 1883 senatore del Regno. A lui si devono i progetti del parco del Valentino e dei giardini Margherita di Bologna.
L’assetto del parco ricorda lo stile del giardino ottocentesco di gusto inglese, che predilige l’utilizzo di forme sinuose e naturali e la costruzione di quinte vegetali magistralmente inserite nel contesto paesaggistico.
Ciò che oggi troviamo nel parco è una sistemazione pressoché invariata rispetto a quella ottocentesca, troviamo infatti specie arboree monumentali alternate ad arbusti delicatamente topiati secondo forme naturali, il tutto esaltato dallo sfalcio del prato, manutenuto a raso.
Inoltre, all’interno della proprietà troviamo un cortile interno progettato da Paolo Pejrone, architetto e paesaggista torinese di grande fama.

