Il Cipresso, una delle ville storiche della collina di Torino meglio conservate grazie alla costante manutenzione, si trova a Chieri, all’inizio della strada per Superga. Costruita a metà del Settecento probabilmente su progetto di Bernardo Vittone, conserva la conformazione a U tipica delle cascine piemontesi, con la parte frontale un tempo destinata ad abitazione nobiliare e quella retrostante in origine dedicata alle case dei fattori, alle cantine, al granaio e ai ripostigli degli attrezzi. Attribuita al Vittone è una delle due chiese speculari che affiancano la villa; la seconda, costruita successivamente, cela al suo interno un “salotto ottomano” con affreschi di uccelli. Oggi il complesso di oltre 7000 metri quadri circondato dal parco è suddiviso in abitazioni private.
Il giardino è all’italiana, con tre terrazzamenti bordati da siepi di bosso e un sistema di fontane funzionanti, collegate l’una all’altra da una cisterna; nella fontana di forma circolare antistante la villa è stato posizionato un putto del Cinquecento. I quattro pilastri che incorniciano un lato del giardino corrispondevano un tempo ai varchi di entrata e uscita che agevolavano il transito delle carrozze di fronte all’edificio.
Oltre alla presenza di cipressi secolari, da cui il nome della villa, il parco vanta alberi tra i quali un cedro dell’Himalaya di 150 anni, oltre a tigli, querce e tassi, roseti e un giardino di erbe aromatiche. Sono ancora presenti le voliere, che un tempo ospitavano pavoni, e le grotte artificiali dove i nobili amavano trascorrere il tempo libero, che riproducevano un ambiente marino con stalattiti. Due file di cipressi hanno sostituito i precedenti olmi che costeggiavano il viale. Dal belvedere la vista spazia sulla campagna circostante piemontese, con la sua alternanza di boschi, seminativi e vigneti, fino al Monviso.

