Villa Sassi

Indirizzo

Str. al Traforo di Pino 47 – Torino, TO 10132

Info e orari visita

Sabato 9 maggio 10:00 -13:00 e 14:00 - 19:00

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Quattrocento anni di storia e una tradizione all’insegna della mondanità e dell’ospitalità, Villa Sassi è una dimora storica della collina torinese che ha visto attraversare le sue sale e i suoi giardini numerose personalità italiane e internazionali, dai nobili ai politici, dagli artisti agli imprenditori. Camillo Benso conte di Cavour passeggiò nel suo parco nei mesi che precedettero l’Unità d’Italia. La famiglia Turati, proprietaria dei marchi Carpano e Baratti, trasformò la villa in uno dei centri più dinamici della vita sociale torinese, attrattivo per intellettuali e personaggi come Helmut Newton e Maria Callas, soprattutto grazie al fermento promosso dalla contessa Romilda Bollati, presidente con il fratello Giulio della casa editrice Bollati-Boringhieri e brillante personalità del mondo dell’imprenditoria e della cultura. Qui la contessa, amante dei ricevimenti e appassionata di fiori, organizzò feste leggendarie in occasione delle quali faceva decorare gli interni della villa con migliaia di rose.
La superficie del parco di Villa Sassi, con i suoi 22 ettari per l’80% ricoperti da boschi, si estende su una parte consistente della collina. Nel corso dei secoli l’intervento umano ha modificato il territorio dialogando con la sua prevalente natura selvatica e rispettandola, come un ospite che limiti la propria presenza. I sentieri che attraversavano questi boschi fino a lambire la collina di Superga sono oggi immersi in una fitta vegetazione, ma i visitatori possono avventurarsi lungo il percorso che conduce al belvedere con un antico tavolino di pietra e la vista che si apre sull’arco alpino.
Fin dal Settecento il parco è stato ripartito in ambienti con funzioni diverse. La parte più selvatica era riservata alla caccia, mentre di fronte alla villa si estendeva il giardino all’italiana, che oggi è stato fedelmente ricostruito dalla nuova proprietà. Due grandi aiuole bordate di bosso con al centro una fontana d’epoca restituiscono a questo spazio la sua bellezza originaria. Ai quattro angoli sono posizionati vasi bianchi con sempreverdi, intorno alle aiuole panchine d’epoca verniciate di bianco e ai lati della fontana due panche di marmo che hanno preso il posto di quelle antiche in pietra.
L’area dell’ampio prato inglese sul quale affacciano le vetrate del salone è circondata da alberi secolari tra cui grandi magnolie dalla fioritura spettacolare e un cedro del Libano di 450 anni, censito tra i più antichi d’Italia. La sua presenza monumentale evoca ideali di forza e potenza che ispirano rituali simbolici all’ombra della sua chioma.

 

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